Elezioni in Gran Bretagna: Theresa May perde la maggioranza

Adjust Comment Print

I recenti attentati di Manchester e di Londra hanno avuto un impatto molto relativo. Alla May infatti mancano nove voti per poter avere la maggioranza parlamentare. A riferire delle dimissioni dei due pezzi da novanta dello staff di Downing Street è stato il quotidiano "Independent". Si è scusata con i suoi deputati che hanno perso il seggio, "ci rifletterò", ha detto. Peccato che nonostante così tanta gente sia andata a votare, la May l'ha spuntata per un pelo. Ma gli attacchi al primo ministro sono trasversali.

Di pare opposto il leader dei nazionalisti della Scozia, Sturgeon, secondo cui la Premier britannica Theresa May avrebbe ormai perso qualsiasi autorità e credibilità. Quasi 13milioni di persone ci hanno votato per farlo.

Ma è una mappa "bugiarda", poiché i collegi meno popolosi sono più estesi: più utile in questo senso è la mappa, (anch'essa interattiva) del Guardian, deformata in modo che ogni collegio abbia la stessa grandezza. Intanto un sondaggio su ConservativeHome, piattaforma dei conservatori online, rivela che tra gli affiliati del partito il 59,5% crede che May debba rinunciare. Un Regno Unito molto, molto spaccato. L'amministrazione delle due città più importanti che hanno conquistato (Roma e Torino) sono affidate a due signore, palesemente inadeguate, con nessuna esperienza amministrativa alle spalle. Macron si è fatto un partito suo, non ne ha scalato un altro, non ha avuto paura di dirsi europeista al 100%. Al contrario, semmai è evidente che la Brexit è viva nel cuore dell'elettorato britannico, pur non riconoscendosi per forza nel voto conservatore. Il governo di coalizione è un'ipotesi sul tavolo? Merito anche (ma non solo, naturalmente) del sistema elettorale uninominale "secco". I Laburisti hanno raggiunto un risultato davvero notevole: la loro campagna elettorale contro l'austerità ha raccolto consensi soprattutto tra i giovani, mentre i Conservatori dovranno porsi qualche domanda in seguito alla loro vittoria decisamente risicata. Cresce, invece, l'influenza del leader laburista Corbyn, se i primi exit poll saranno confermati.

R. - Corbyn fa bene a chiedere le sue dimissioni, a mio parere strumentali, perché è quasi chiaro che i laburisti non possono formare un governo al momento. Da una parte, il voto a favore della Brexit, che ha rappresentato uno strappo alla narrativa liberista ed europeista del nostro secolo, non si è dilapidato. Quindi vedremo nei prossimi giorni. "Rifletterò su questo risultato".

Insomma, la May non ha ottenuto la maggioranza necessaria ad avviare un percorso di 'Hard Brexit', ma la volontà della Gran Bretagna di uscire dall'Unione Europea resta viva e realizzabile. Paisley e il suo partito si opposero all'ingresso del Regno Unito nell'allora Comunità economica europea (Cee), ma lui fu eletto europarlamentare e sui banchi di Bruxelles diede vita a sceneggiate storiche, come il tentativo di interrompere il discorso del primo ministro della Repubblica d'Irlanda e l'aperta contestazione a Giovanni Paolo II ospite del parlamento, da lui etichettato come "l'Anticristo".

Al di là delle differenze, una cosa appare chiara: ovunque si getti lo sguardo in Europa si vedono formazioni populiste che si stanno sfasciando e che, poco a poco, escono dalla politica. Unilaterale. Anche perché poi i problemi gli altri paesi europei non li hanno sollevati nei confronti degli inglesi, mentre è tutto partito da qui. E' una pecie di principe della sub-cultura, quella che ci si può fare smanettando da mane a sera su Google.

Comments