Dopo la testimonianza di Comey, parlerà l'avvocato di Trump

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Quel che resta, è l'aria da scontro ai massimi livelli, in Italia si direbbe quel tintinnar di sciabole che Comey lascia intendere, affermando che l'amministrazione Trump ha scelto di "diffamare me e l'Fbi, e ha mentito su di me e sull'Fbi".

Allo stesso tempo l'ex direttore dell'FBI ha osservato che nessun voto degli elettori americani è stato manipolato a seguito "dell'interferenza" della Russia. Non lo aveva mai fatto in precedenza con Barack Obama e George Bush, ma di Trump - racconta Comey - non si fidava: "Temevo che avrebbe potuto mentire". "Nessuna ostruzione della giustizia", che potrebbe comunque avere tentato di ostacolare con la richiesta di chiudere l'indagine sul suo ex consigliere alla Sicurezza nazionale, "il brav'uomo" Michael Flynn. Dal Rose Garden della Casa Bianca, Trump si è difeso: "Molte delle cose che [Comey] ha detto non sono vere". Il presidente gli ha chiesto la sua "fedeltà" durante una cena, lo scorso gennaio; lui ha ribattuto di potergli promettere solo la sua "onestà". Il Direttore della National Intelligece, che coordina le 17 agenzie di spionaggio americane, aveva chiesto a Comey di informare personalmente Trump del dossier scandaloso, per evitare di metterlo in imbarazzo davanti all'intera comunita' degli 007. Di dar voce a "menzogne pure e semplici" che mi rammarico "gli agenti dell'Fbi e l'opinione pubblica abbiano dovuto ascoltare". Poco dopo, rispondendo al senatore Risch, Comey ha detto di aver preso quell'invito come una "direction", una direttiva, in pratica un ordine. E sono proprio questi i due punti che il tycoon contesta all'ex direttore dell'Fbi. Quindi ha ammesso di aver passato queste note ad un professore della Columbia University suo amico, affinché le rivelasse, nella speranza che portassero alla nomina di un procuratore speciale. Il giorno prima Flynn si era dimesso da Segretario alla Sicurezza e Trump chiama Comey. "Non spetta a me dire se c'è stato intralcio alla giustizia" da parte del presidente Donald Trump, dice Comey in audizione.

Intanto le attività della commissione Intelligence del Senato vanno avanti. Per Kushner non è ancora stata fissata una data ma si parla di fine giugno o inizio luglio. Kushner, genero di Trump e marito di sua figlia Ivanka, è uno dei consiglieri più ascoltati dal presidente. Già dai media nelle scorse settimane era emerso come Kushner sia considerato dal Fbi "persona d'interesse" nell'indagine sui presunti legami tra Trump e Mosca. Un atto d'accusa pesante e accorato, quello dell'ex direttore dell'Fbi chiamato al primo resoconto sotto giuramento e pubblico da quando Trump lo aveva licenziato in tronco un mese fa. C'è poi un secondo incontro sospetto di Kushner in dicembre: con Serghiei Gorkov, uomo di Putin laureatosi all'Accademia dei servizi segreti e presidente della Veb, la banca statale russa sotto sanzioni Usa usata dal Cremlino per i suoi progetti politico-economici.

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