Gran Bretagna alle urne. Seggi aperti in un Regno blindato e spaventato

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Queste le dichiarazioni a caldo del rivale laburista Jeremy Corbyn nel discorso tenuto dopo la rielezione a deputato nel suo collegio. In base al partito che otterrà la maggioranza la Regina nominerà il primo ministro. Ma, nonostante le speranze degli ultimi giorni, perfino i sondaggisti più generosi nei confronti del leader Jeremy Corbyn hanno rivisto al rialzo il gap che lo separa dalla May. Secondo i primi dati (exit poll Bbc/Itv/Sky di solito attendibili) i conservatori della premier britannica Theresa May si confermano come primo partito nel Regno Unito, ma non arrivano alla maggioranza assoluta. Per avere la maggioranza assoluta in Parlamento i conservatori devono raggiungere i 326 seggi.

Anche se i conservatori sarebbero rimasti il più grande partito unico, il risultato proiettato mette leader laburista Jeremy Corbyn - a lungo ritenuto ineleggibile anche da parte di membri del suo stesso partito - vicino alla soglia del numero 10 di Downing Street e potrebbe aprire le porte per un governo di minoranza con il supporto degli indipendentisti scozzesi e liberalcentristi. Gli strateghi conservatori sperano in un vantaggio di almeno 50, maggioranza sufficiente a negoziare la Brexit sui propri duri termini, senza tenere conto delle richieste degli altri partiti. - 03,00: stesso discorso per i seggi di Putney, Hastings e Rye, dove sono candidati membri del governo di Theresa May. Si avvicina l'"hung Parliament", scrive il Telegraph, ovvero il Parlamento senza una maggioranza.

AGGIORNAMENTO ORE 23:00 - Questi i primi exit poll: secondo la Bbc i conservatori di Theresa May vincono le elezioni con 314 seggi contro i 266 dei laburisti. In calo a 34 (-22) i parlamentari scozzesi di Nicola Sturgeon; 14 (+6) i seggi per i liberaldemocratici di Tim Farron. La sterlina ha perso il due per cento sul dollaro mentre gli investitori si chiedono chi avrà il controllo della Brexit ora.

Sono stati 46,9 i cittadini britannici chiamati a esprimere la loro preferenza per la terza volta in tre anni: dopo il voto del 2015 e il referendum che ha decretato la Brexit nel 2016, i sudditi sono tornati alle urne in un clima di paura, dopo i recenti attacchi di Manchester e Londra. La 60enne May, per uscirne bene, non può che portare a casa più voti, e più seggi, di quanti ne riuscì a racimolare nel 2015 David Cameron. Dopo una campagna tiepida contro la Brexit, il Labour ha accettato l'uscita dalla Ue ma non vuole la "hard Brexit" propugnata da May e intende mantenere i legami economici con il Continente. Perciò, è sempre molto difficile prevedere il risultato attraverso gli exit polls, anche se i quotidiani inglesi, come ad esempio il Guardian, sostengono che ormai gli istituti si sono così affinati da sbagliare di pochissimo. Ma capace, a dispetto di tutto, di risvegliare entusiasmi sopiti, fra i giovani e i meno fortunati. In tal caso avrà raggiunto il suo obiettivo: ottenere il consenso della nazione in vista dei negoziati per la Brexit.

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