Gb, exit poll: 314 seggi per Theresa May, no a maggioranza assoluta

Adjust Comment Print

Sulla coalizione, la strada sembra segnata dopo che i Liberal Democratici, con 13 seggi, si sono detti contrari a un'alleanza. "La signora May, che avrebbe dovuto emergere rafforzata dal voto, ha perso la sua scommessa e quindi si trova adesso in una situazione più confusa di prima, perché la verità è che stamattina non sappiamo davvero chi governerà", ha detto Moscovici alla radio Europe 1, all'indomani del voto nel Regno unito. Netto calo per gli indipendentisti scozzesi dell'SNP di Nicola Sturgeon che perdono 19 seggi, conquistandone 35, mentre i LibDem di Tim Farron crescono e conquistano 3 seggi in più per un totale di 12.

A questo punto, viste le divisioni nel Parlamento, Theresa ha voluto tentare il colpo grosso: tenendo conto dei sondaggi che davano il Partito Laburista di Jeremy Corbyn ai minimi storici con ben 21 punti di stacco rispetto ai Conservatori, il PM ha indetto elezioni anticipate per l'8 giugno nella speranza di ottenere una maggioranza Tories ancora più ampia alla Camera dei Comuni. Grande balzo per i i laburisti di Jeremy Corbyn, che salirebbero da 232 a 266 seggi. I siti britannici titolano su "exit poll shock" per i conservatori di Theresa May.

Intanto si è verificato un crollo brusco per la sterlina dopo le prime stime. I Conservatori non hanno la maggioranza e non hanno possibili alleati in Parlamento. May chiedeva un voto per la Brexit, un voto per avere un "bastone" di volontà popolare contro la Ue.

Potreste pensare che a Bruxelles, dopo aver sentito i risultati delle elezioni del Regno Unito, abbiano cominciato a ballare il trenino conga. E' il riconoscimento di Corbyn in quanto "uomo di principi" rispetto alla premier Theresa May, simile a un "robot". Se l'umore prevalente resterà quello attuale e i sondaggi saranno confermati, ci sono delle probabilità consistenti che Theresa May vinca. I Tories non solo non allargano la loro maggioranza, ma anzi escono dalla disputa elettorale fortemente ridimensionati.

Le elezioni volute proprio dalla prima ministra uscente, per un governo forte in grado di negoziare la Brexit con l'Unione europea, si sono rivelate dunque più difficili del previsto. Si tratta, insomma, di una riedizione della posizione del Regno Unito nell'Unione Europea: Londra ha sempre preteso e ottenuto di avere una posizione particolare nell'UE, anche a costo di rendere inefficace il governo continentale.

Osborne, la "hard Brexit" è finita nella spazzatura - "La "hard Brexit" è finita nel cestino della spazzatura stanotte. Sull'ipotesi di nuove elezioni non saprei cosa dire". Corbyn, invece, mirava ad ampliare l'esito incassato dal Labour nel 2015 sotto la guida del suo predecessore Ed Miliband, che era stato del 30,4%. Fuori dal Parlamento resta l'euroscettico Ukip, guidato da Paul Nuttall, e un bruttissimo colpo incassa il liberaldemocratico Nick Clegg, ex vice premier tra 2010 e 2015 nel governo di coalizione con i conservatori.

Comments