Legge elettorale, 100 franchi tiratori al primo voto

Adjust Comment Print

Intanto, si attendono i primi voti sulla legge elettorale oggi in Aula alla Camera.

"Sulla legge elettorale noi saremo quelli falsi?". I grillini filmeranno il loro voto segreto in aula. Hanno oltre 300 deputati. "Tra di noi i franchi tiratori sono stati almeno una ventina - spiega un parlamentare vicino al segretario, che insieme a due colleghi sta facendo i conti in Transatlantico -". Noi comunque, ci siamo, come ci siamo stati in commissione.

Per colpa dei 5 Stelle, dice il Pd. Il problema è di un Pd schizofrenico che si è reso conto che su questo emendamento non aveva i voti. "Ma è un percorso faticoso, non lo nascondiamo". "La legge elettorale va fatta ma un accordo si regge sulla base delle cose che si stabiliscono insieme, e i 5 Stelle in Commissione hanno bocciato quell'emendamento". Quanto all'ipotesi di un nuovo Ulivo, alla sinistra del Pd, Rosato risponde che "senza il Pd non puo' nascere alcun Ulivo, sarebbe un bonsai".

Il comico galvanizza la folla promettendo percentuali da capogiro alle prossime elezioni: "Non vogliamo vincere con il 40 per cento, minimo con il 50 o il 60, perché noi questo potere di cambiare l'abbiamo dando il potere alle persone di non essere invisibili".

All'appello mancano altre 200 votazioni, molte delle quali a scrutinio segreto, che si dovranno svolgere fra oggi e domani tra oggi e domani. Il Pd ha dato la sua disponibilità e alla fine è stato deciso che la deadline sarà martedì mattina.

Certo, Rosato ha escluso che "siano nel gruppo Pd, che è compatto", ma ha chiesto a tutti "responsabilità". Nella frenesia di un voto alla legge elettorale diventato all'improvviso incerto, succede che il tabellone di Montecitorio mostri come abbiano votato i deputati nel corso di uno scrutinio che doveva essere segreto. Chiederemo alla Boldrini di rispettare fermamente le leggi. Una piccola vittoria anche per i centristi, e per i piccoli partiti, che ottengono la votazione di 210 emendamenti. I fronti interni che si sono scontrati sono quelli consueti, anche se la loro dialettica è in genere più fluida di quella dei partiti che hanno correnti cristallizzate nei congressi: per semplificare, da un lato i "moderati" vicini a Luigi Di Maio, dall'altro gli "ortodossi" che fanno riferimento soprattutto a Fico. Si scatena il caos, la presidente Laura Boldrini parla di "disguido" e "problema tecnico", dal tempismo più che sospetto visto il momento. La strada (precedentemente) spianata per l'approvazione della legge elettorale non sembra ora più così amica. E' la maggioranza dei cittadini a scegliere chi deve governare. Ma M5S insiste perché una parte del movimento (Lombardi e Fico sono i capofila dei dissidenti) contesta l'accordo e non vuole rinunciare a modifiche considerate essenziali.

Comments