La verità della Cassazione sul boss Totò Riina

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Ma al momento non è in carcere.

Che, indubbiamente, c'è. Anche se, sfogliando le carte, si capisce come Cassazione e Tribunale di Bologna lo valutino in modo totalmente diverso.

Una chiara distinzione, però, risulta fondamentale: l'applicazione della legge dipende dalla Costituzione e dai Codici, la morale e il sentimento costituiscono una sfera che può affiancare, ma non sostituire, il diritto. "Secondo la Cassazione, infatti, se si ammette che una persona è malata, allora non si può tout court sostenere che può rimanere nel regime di 41bis senza fornire una valida motivazione".

"Non ci sono più parole per commentare questo ennesimo insulto all'intera Nazione - commenta - Il silenzio a volte vale più di mille parole". La Cassazione, infine, ritiene che la pericolosità di Riina dev'essere "basata su precisi argomenti di fatto rapportati all'attuale capacità del soggetto di compiere".

Che quella sentenza la Corte ha ritenuto di dover annullare la decisione del Giudice di Sorveglianza che respingeva sbrigativamente la richiesta di sospensione della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare per le condizioni di salute, che sarebbero agli estremi, oltre che per l'età avanzatissima. "Forse Parma lo è, ma io non lo so". Altrimenti tanto vale reintrodurre la pena di morte, che abbiamo tolto proprio perché la consideriamo ingiusta: "se sei colpevole devi espiare la tua colpa, ma io non ti privo della vita". Quanto alla pericolosità di Riina, sarebbe da ingenui o da disinformati pensare che una detenzione agli arresti domiciliari non finirebbe per agevolarne l'attività criminale. Il che ci conduce immediatamente all'aspetto della sentenza a mio giudizio più significativo.

Il caso Totò Riina, la questione relativa al garantirgli una morte dignitosa in relazione a quelle che sembrano essere precarie condizioni di salute, continua a tenere banco su giornali, tivvù e testate online spaccando più o meno a metà l'opinione pubblica. E l'esempio serve a dirci che in generale la tecnologia garantisce molto meglio la sicurezza.

A tutte le persone che la mafia ha sciolto nell'acido, sotterrato, murato e annegato. Inoltre se per la sua malattia l'istante ha bisogno di un letto rialzabile, che non può essergli concesso perché la cella è troppo stretta, le deficienze strutturali del luogo di detenzione devono considerate dal giudice chiamato a decidere. Come funziona davvero il nostro sistema penale? Questi sono i luoghi dove morire dignitosamente. Se però restiamo al livello di vendetta e non vendetta siamo a un punto troppo primordiale del ragionamento.

Sostanzialmente, tutto quello che è stato deciso è che niente è stato deciso. "Sono pochissimi bambini, eppure non riusciamo a risolvere nemmeno questo problema".

Ma certamente - a parità di altre condizioni - non si è tenuti a rimandarlo a casa.

Se non vado errata, lo Stato italiano, proprio perché condanna chi deve condannare, lo fa perché c'è una legge.

Sulla politica italiana - Le riforme che il voto anticipato non dovrebbe rinviare (ma che interessano poco alla politica).

"Totò Riina, le lettere si cominciano o con "gentilissimo" oppure con "caro". La "belva", il "capo dei capi", è un uomo di 87 anni come ce ne sono tanti in carcere. E chissà quanto sia una risposta diretta a Maroni anche la dichiarazione tranciante di Matteo Salvini, il segretario leghista che ultimamente non sempre è d'accordo con il suo predecessore: "C'è qualcuno che dice che Riina è malato e merita le cure".

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