Panico in piazza a Torino, due ragazzi sentiti in questura

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A me è sembrato un petardo. Non ho avuto il tempo, sono stato buttato a terra dalla folla. La Appendino ha definito quella dei "paninari", una "piaga ormai endemica dei grandi eventi organizzati in questa e in altre città". Ho chiamato mia figlia ma non rispondeva. Dicevano solo che bisognava scappare. Io non riuscivo più a trovare gli amici ma sono stato comunque fortunato. "Mi sono tamponata da sola le ferite, con dei fazzoletti di carta". Mi ero ferito con un vetro. Ho capito subito che non era un attentato. Le persone si son ferite da sole? Federico, dopo aver tamponato in qualche modo la ferita, si è poi fatto accompagnare da un amico al pronto soccorso dove finalmente alle 4 di mattina è stato medicato. Poi una ragazza si avvicina, sembra, per cercare di portarlo via e, in un secondo momento, è un ragazzo ad avvicinarlo e ad abbracciarlo, come a sottolineare che non c'è alcun pericolo.

Dalla visione di un filmato di una tv privata si vede un ragazzo che a petto nudo e con uno zainetto in spalle alza le braccia come se addosso avesse una bomba. "Sinceramente cosa è accaduto non lo so, in quei momenti pensi solo a fuggire". Per ragioni di ordine pubblico, in occasioni simili, spesso i comuni impediscono di portare bottiglie di vetro e alcolici in simili contesti. Attorno a me gente che piangeva, bambini disperati e persone che avevano addirittura perso gli abiti. "Se i miei figli vorranno tornare di nuovo in piazza a vedere una partita? Nessuno ne aveva la minima idea". Anche una vetrata del Caffè Torino, poco distante, si è frantumata: si sarebbe staccato l'intero infisso che reggeva il cristallo. Mentre al San Giovanni Bosco è in rianimazione una donna di 38 anni, andata in arresto cardiaco probabilmente per schiacciamento, ed è ricoverato anche un uomo di 66 anni con trauma toracico e ematoma lacero contusivo frontale. Ci tiene quindi a lanciare un messaggio, un invito a non cambiare il proprio stile di vita nonostante l'epoca del terrore islamista: "Vogliamo reagire, non vogliamo rinchiuderci in casa e avere paura, vogliamo vivere tutte le esperienze che ci riserva la vita". La gente era in preda ad una vera e propria psicosi.

Allegri: siamo vicini ai feriti di Torino "Siamo vicini a chi è rimasto coinvolto in quello che è successo a Torino, speriamo che non ci siano feriti gravi e tutto finisca nel migliore dei modi", ha detto Massimiliano Allegri aprendo la conferenza stampa a Cardiff, prima di rispondere alle domande sulle questioni tecniche.

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