Attacco Londra: identificato leader della cellula terroristica

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Quando è troppo è troppo, ha tuonato Theresa May all'indomani dell'attentato terroristico di matrice islamista che ha colpito il London Bridge e il vicino Borough Market.

Finché non s'è imbattuto nella scena della sparatoria fra la polizia e i due presunti terroristi. Mi chiedevo dove fosse lo Stato.

Dura condanna degli attentati da parte dei leader islamici in Gran Bretagna: "Siamo inorriditi e infuriati".

"Borough Market è il cuore di una comunità forte, creativa, improntata alla diversità" ribadisce il responsabile del mercato Donald Hyslop " Una comunità che si supporta e unirà le forze per mostrare solidarietà davanti all'attacco spietato. Ero al telefono con il mio ragazzo e gli ho chiesto: "Perché corrono?". Una perplessità condivisa anche da Luca Pozzi, psicologo originario della zona di Varese, che abita a Londra da sette anni. Alla premier segue il ministro degli Esteri, Boris Johnson, che su Facebook ha ammonito "coloro che simpatizzano, o incoraggiano, o nascondono, o aiutano o favoreggiano questi assassini, in qualsiasi modo". Vogliono che ci odiamo. Il capo, a quanto risulta, era Butt, 27enne figlio di pachistani, ma cresciuto a Londra e tifoso di quell'Arsenal con la cui maglia addosso è morto sabato dopo aver stroncato un po' di vite altrui. Un testimone ha raccontato di aver visto una donna colpita 10-15 volte: "Lei gridava "aiutami, aiutami", ma non potevo fare niente, ho provato a scagliare bicchieri e bottiglie per fermarli ma quelli hanno continuato". C'erano silenzio, persone spaventate. È un segnale importante, perché significa che in una città esposta come Londra, ciascuno sa che questo è rischio con cui fare i conti. Si pongono delle domande azzardando improbabili collegamenti e si disorientano centinaia o migliaia di utenti, conquistando però una valanga di like e condivisioni. Sono passati dodici anni da quel discorso. Nel suo discorso parla della necessità di "diventare più robusti nell'identificarlo (l'estremismo) e nel metterlo in evidenza" un processo che "richiederà conversazioni difficili e spesso imbarazzanti". "Domenica ero in metropolitana e le carrozze erano piene. Ho capito che stava succedendo qualche guaio e mi sono nascosto in un bidone dell'immondizia". "La gente deve tornare a vivere, la società deve continuare a funzionare". "Dio vi benedica", conclude il tweet, esprimendosi subito dopo con un altro cinguettio sulla necessità che il travel ban per tutti i cittadini provenienti da 6 Paesi a maggioranza musulmana per garantire "un livello di sicurezza extra". Gli attacchi di questa notte suscitano, oltre al cordoglio, profondo sdegno e la più ferma condanna.

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