Legge elettorale, oggi faccia a faccia Pd-M5S

Adjust Comment Print

Rosato ha poi sottolineato il "lavoro serio che stanno facendo insieme 4 forze politiche che non si amano" ma che "stanno scrivendo insieme le regole" senza badare a "interessi di parte". "Io non sono un entusiasta di un sistema proporzionale con soglia al 5%" ma "la nostra serietà è quella di offrire al Paese un sistema che abbia un consenso più ampio possibile", aggiunge. Pd e M5s si parlano davvero sulla legge elettorale, uno dei temi più complicati da affrontare per gli uni e per gli altri.

SONDAGGI ELETTORALI E POLITICI: SISTEMA ELETTORALE "TEDESCO", FUORI FDI, MDP E AP - Sono stati pubblicati i primi sondaggi politici che tengono conto dell'ormai imminente nuovo sistema di voto, un proporzionale con metodo "tedesco" che porterà in Parlamento lo sbarramento al 5% per tutti i piccoli partiti. Il quesito era: "siete favorevoli all'approvazione di un sistema elettorale di impianto tedesco che sia rispettoso della Costituzione, eventualmente con l'introduzione di correttivi di governabilità costituzionalmente legittimi?". Il voto sarà espresso in blocco, un solo segno sarà sufficiente a "battezzare" contemporaneamente il partito, il candidato uninominale e quelli del "listino": prendere o lasciare. L'altra metà dei parlamentari verrebbe eletta col sistema proporzionale.

L'elettore ha a disposizione due voti: primo voto (Erststimme) e secondo voto (Zweitstimme). La vera differenza col sistema parlamentare tedesco è che il Bundestang ha una composizione variabile a seconda degli eletti.

Con il Proporzionale alla tedesca, cioè con uno sbarramento alle formazioni politiche che non otterranno il 5% dei voti, andremo con molta probabilità alle elezioni in autunno. Quindi una situazione di assoluto stallo che verosimilmente per arrivare ad un governo qualsivoglia dovrà partorire maggioranze eterogenee, abbastanza risicate e dunque soggette al massimo della instabilità. Questo meccanismo non è previsto dalla carta costituzionale italiana. La prima osservazione da fare è che non esiste un sistema elettorale ottimale, alias, buono per tutti i paesi.

Incontro di venti minuti alla Camera dei deputati tra una delegazione del Pd e una del Movimento 5 Stelle sulla legge elettorale. E su questo non ci può essere nulla di male. Sarebbe una drastica e salutare semplificazione del quadro politico. Infatti, nel diritto pubblico italiano vige il principio della così detta "prorogatio". Chissà se la Consulta avrà qualcosa da ridire. Renzi dica se vuole far cadere anche questo governo. "Con tanti partiti che non arrivano al 5% i magnifici quattro sarebbero sovrarappresentati", sottolinea il professor D'Alimonte. Entrambi questi elementi non sono previsti dal nostro testo costituzionale. Una scelta sulla quale sembrano essere d'accordo anche il Pd e Forza Italia. "Proprio l'esito che la cancellazione del ballottaggio dell'Italicum voleva scongiurare", prosegue il politologo. Sul secondo punto l'obiettivo di Renzi è avere mani libere sulle alleanze: l'opzione larghe intese la più probabile ma non è da escludere (ed è caldeggiato anche da una parte del Pd) che il segretario alla fine scelga di allearsi - numeri permettendo - con i partiti alla sua sinistra.

Comments