CHAMPIONS/ Il Real di Ronaldo umilia la Juve, 4-1

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Non è un caso se la SuperCoppa Uefa si giocherà tra Real Madrid ed il ManUtd (vincitrice della Europa League 2017 a Stoccolma), al primo posto assoluto della Football Money league 2017. Inoltre per le strade di Contigliano sono stati affissi manifesti funebri che annunciano appunto la dipartita della Juventus contro il Real Madrid. Sì, perché se qualcuno nutrisse ancora dubbi sulla sua bravura, a toglierglieli immediatamente ci penserebbero le statistiche, i numeri e le coppe del Real Madrid, stagione 2015/16 (da gennaio) e 2016/17. Mentre nel secondo, complice qualche problemino fisico, siamo un po' andati in sofferenza. Poi è svanito Pjanic, e con lui Khedira, e quindi a quel punto per il Real Madrid infilzare la Juventus è diventata gioco facile facile, trovando di fronte la difesa bianconera che ha smarrito la sua forza ed esperienza. Mi riferisco, in particolare, a tre uomini: Morata (21 gol in stagione, più del titolare Benema), Asensio (fondamentale nel palleggio) e Isco (nei momenti più difficili si è rivelato l'uomo in più). E' bastata una sconfitta, anzi è stato sufficiente un tempo giocato male - il secondo di Cardiff - per spingere tanti a dire che questa squadra non è all'altezza del Real, che non ha la mentalità giusta, che si sentiva eccessivamente sicura, che ha parlato troppo, che Higuain non è un fenomeno, che Dybala non è maturo. E, completando la rosa, l'anno prossimo la Juventus disputerà una grande Champions. Il mio futuro? Sarò sulla panchina della Juventus: vogliamo tornare in finale e magari vincerla. Poche volte come quest'anno non ha rispecchiato i valori delle squadre in campo. Il bello della vita è che dopo le sconfitte ti dà la possibilità di rialzarti e ripartire. Sì, anche perché è un grande club.

Poi a San Siro, un anno fa, di nuovo contro i Colchoneros, segna il rigore decisivo nella serie finale, ma dopo aver sbagliato un gol già fatto, che avrebbe chiuso la finale ben prima. E allora, dopo un'annata da applausi, nascono ora gli interrogativi sull'effettiva consistenza dell'asse portante di questa Juventus. Alla Juve non basta un gran primo tempo e la meraviglia del gol del momentaneo pareggio di Mario Mandzukic, una semirovesciata in palleggio bella come e forse più di quella di Zidane nel 2002, che resterà comunque come una delle reti più belle mai realizzate in una finale di Champions.

I madrileni hanno una ghiotta occasione (33′) con Ronaldo che di testa in tuffo svirgola malamente. Il mio futuro ancora a Madrid?

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