Caos Torino, panico scatenato da una bravata: fermato un ragazzo

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"Sangue ovunque, sembrava un film" - Una delle cose che più ha scioccato i ragazzi è stato il sangue, sparso ovunque. Abbattuta persino una ringhiera di un sottopasso, con numerosi giovani che sono precipitati sulle scale. Dopo pochi, interminabili minuti Federica ha raggiunto via dei Mille dove ha trovato un portone aperto.

Forse un crollo, un colpo improvviso, un rumore forte e la gente ha iniziato a correre, disordinata, frenetica, cieca e senza alcun controllo.

Ci sono due date che Pino, 73 anni barbiere nato a Cerignola ma da 50 a Torino, non dimenticherà mai: il 29 maggio 1985 e il 3 giugno 2017. Per fortuna per entrambi non è stato necessario il ricovero in ospedale. Dopo un vertice fra Comune, Questura e Prefettura si è intanto appreso dell'apertura di un'inchiesta contro ignoti "per procurato allarme". A Capodanno, quando già soffiava sull'Europa il vento sinistro della paura per il terrorismo islamico, si è era fatta una scelta netta: divieto di vendita di bevande alcoliche in vetro. L'altro ieri, invece, l'ordinanza comunale predisposta in vista delle proiezioni in piazza della finale di Champions, ha stabilito la chiusura delle strade e la viabilità. "Non è stata un'unica ondata, ce ne sono state diverse".

Un'esperienza che non si dimentica facilmente, che lascia il segno per la paura di non farcela ed il terrore nel vedere tanta gente ferita.

Le conseguenze di questa pazza e folle corsa? "Siamo arrivati alle 15.00 in piazza, per prendere dei buoni posti". Le scarpe, le borse, i figli, gli amici.

La partita aveva ragionevolmente perso di significato, la maggior parte delle persone hanno saputo il risultato finale solo a gara ampiamente conclusa. Perché se continuiamo a far finta di nulla - è la sua idea dopo la bruttissima esperienza -non risolveremo nulla, anzi, per ogni minima stupidaggine sarà sempre peggio.

Questo il bilancio della notte di Champions League a Torino, dove per lunghe ore sono echeggiate le sirene delle ambulanze. Ma non l'hanno finita? Dalle immagini non si riesce a ricostruire con certezza la dinamica, in particolare non è chiaro se prima sia esploso un petardo o se siano state pronunciate, gridando, frasi allarmanti (come peraltro spiegato da alcuni presenti). Lei ha parlato di imbecilli, come si puniscono? Quando finalmente siamo riusciti a uscire dalla piazza, abbiamo raggiunto Andrea a casa del suo amico. L'ordine pubblico non è funzionato. Un avviso che è rimasto inascoltato.

"A me hanno sequestrato una bottiglia d'acqua, ma in piazza c'erano i venditori abusivi di birra".

Non mancano, infatti, le polemiche sulla gestione dell'organizzazione, a cominciare dal fatto che sia stato permesso di portare bottiglie di vetro in piazza.

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