Alfano: Renzi insulta, ma domanda è: fa cadere anche Gentiloni o no?

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Nella relazione-comizio c'ha infilato di tutto di più, con frasi ad effetto (strumentalizzando perfino le parole del papa sulla dignità del lavoro all'Ilva di Genova) senza mai toccare alcun passaggio con la profondità necessaria. E anche lui si sfila dalla segreteria unitaria. "Questa legge elettorale che sta emergendo nell'accordo con M5S, Fi, Lega e sinistra radicale è "coerente con il risultato del referendum". Insomma, nulla di nuovo sotto il sole del Pd renziano.

E proprio oggi, a un passo dalla scadenza del Parlamento, quando effettivamente tra "meritate vacanze estive di quasi due mesi." e "meritate festività natalizie" di quasi un mese e in aggiunta i 45 giorni dallo scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica affinchè si voti, l'attuale governo sì e no resterà in carica operativamente parlando al massino 140-150 giorni, ecco tutta una nuova fregola democratica piddina di andare a elezioni. "Noi siamo disponibili a dare una mano d'aiuto sulla legge elettorale se non diventera' oggetto di questa mercanzia cosi' costosa per gli italiani", ha detto Alfano rivolgendosi al Pd. È una stupidaggine, perché il ritorno al passato è accaduto il 4 dicembre non oggi, con l'adozione di un sistema elettorale che, date le condizioni, è il migliore possibile. È un fronte che vuole prima l'approvazione della manovra economica e solo dopo le urne. In ballo ci sono parecchi soldi: se l'Italia non raggiunge gli obiettivi economici positivi indicati dalla Ue, deve alzare l'Iva dal 1 gennaio. Il no al sistema proporzionale espresso dalla corrente orlandiana e' destinato a creare non pochi problemi nella Direzione del Pd, nel corso della quale Renzi sta facendo il punto sulla legge elettorale. Nel pomeriggio, dopo un vertice con il Guardasigilli, avevano declinato l'invito a farsi risucchiare nella nuova (renzianissima) squadra di sei donne e sei uomini, coordinata da Lorenzo Guerini e rafforzata da nuovi innesti come la sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini. Insomma, la partita del digitale per il Pd pesa ma, come detto dal segretario, bisogna lavorarci sopra.

Ha fretta Renzi perché se Gentiloni funziona troppo non c'è giustificazione politica per la sua sostituzione. In verità, anche nel Pd c'è chi non vede di buon occhio il sistema proporzionale. Se Matteo dice che dobbiamo pensare ai nostri figli, dobbiamo anche chiederci se questo sistema garantira' stabilita'. "Io non sono impaziente, il voto però non è una minaccia ma democrazia" dice durante la direzione del Pd chiamato a ratificare il patto a tre con Fi e M5S. "Poi si può votare anche in primavera", ha detto l'ex premier negando anche il rischio di instabilità. "Ho l'impressione che sono loro che hanno paura ma non è accettabile il veto dei 'piccoli'". Potevo restare a Palazzo Chigi e invece me ne sono andato.

Ma nel governo ci sono molti ministri contrari, da Angelino Alfano ad Andrea Orlando. Sono le 9 della sera e, prima ancora di replicare in Direzione, Matteo Renzi ha un po' di cose da chiarire. All'ordine del giorno, la legge elettorale. E che ci siano i nomi sulla scheda: "voglio sapere almeno il nome e il cognome di chi voto". Che ha annunciato: "Siamo all'inizio di un percorso che vedrà la partenza di un treno che toccherà, attraverso un cammino su rotaia, tutte le regioni italiane". Il governo di Paolo Gentiloni sembra ormai arrivato al capolinea.

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