G7 Taormina. Nulla di fatto sul clima, Donald Trump ci penserà

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È sul clima che purtroppo ci si è trovati difronte ad un G6 più uno.

La dichiarazione finale è stata così sottoscritta dai sei paesi (Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Giappone e Canada), che "riaffermano il loro forte impegno per una rapida applicazione dell'accordo di Parigi", mentre Trump ha fatto sapere che risponderà settimana prossima.

Questa mattina il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha dato il via al secondo giorno di lavori del Vertice di Taormina, allargato ai leader di Tunisia, Nigeria, Niger, Etiopia e Kenia.

COMMERCIO - Anche sulla questione del commercio, nonostante le posizioni protezionistiche tenute da Trump, in mattinata si è riusciti a raggiungere un accordo che, seppure al ribasso, è considerato comunque un passo avanti rispetto a quanto ci si aspettava dopo la giornata di ieri. "Discussione aperta e punto di equilibrio trovato". Come si concilia questo con il mantenimento dei principi del commercio libero? Ciò che è accaduto in Italia è noto.

Infine il presidente di turno evidenza alcune soluzioni specifiche individuate dal vertice, annunciando un nuovo meeting che, di nuovo a Taormina, chiuderà a novembre il tour del forum internazionale in giro per le maggiori città italiane: "Abbiamo preso delle decisioni specifiche sottolineo con grande piacere". Lo stesso è per il clima. L'isolamento americano passa per un paragrafo del comunicato conclusivo del vertice che dice: "Gli Stati Uniti stanno ripensando la loro posizione sul cambiamento climatico e al momento non possono dirsi d'accordo con gli altri Paesi su questo tema". Trump "è una persona pragmatica", ha sottolineato ancora Macron auspicando che "possa prendere coscienza delle sfide che rappresenta il clima anche a livello economico per gli Stati Uniti". "Nell'ambito della sessione con l'Africa, ha spiegato poi il premier italiano, abbiamo adottato un piano di azione per l'innovazione e la formazione professionale e un progetto di scambi e di formazione di giovani imprenditori africani". Una nota, anche questa, di semplice constatazione, che in fondo riassorbe il fattore Trump, in un contesto più ampio: i G7, "e questo in particolare, servono ancora e non poco".

Migrazioni, gli Stati "hanno diritto a controllare i confini" Nella dichiarazione finale del vertice si è tornato a parlare anche di altri temi, dall'apertura dei mercati, ai diritti dei migranti, alla minaccia alla pace che viene dalla Corea del Nord. La differenza non la nascondiamo, è emersa chiaramente, ma discutere è sempre utile. Il tema dei migranti: siamo in Sicilia, nella terra che in questi anni è stata più interessata e generosamente protagonista. Sia pure compensata da larghi sorrisi e calorose strette di mano, la mancanza di puntualità è apparsa fin dal primo appuntamento di Taormina, la foto di gruppo al Teatro greco di venerdì: il presidente americano si è presentato con un quarto d'ora di ritardo, lasciando un fremente Paolo Gentiloni ad attenderlo sulla passerella dell'accoglienza. Sono principi che ciascun paese applica in modo diverso.

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