Van Garderen la 18esima tappa, Dumoulin resta in rosa

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"Continuano a preoccuparsi solo di me, spero perdano il podio". Domenica 28 maggio, per l'intera giornata, il capoluogo lombardo sarà teatro della cronometro finale della Corsa Rosa che, partendo dall'Autodromo di Monza, terminerà nella centralissima piazza Duomo. E saltare il banco. In questo contesto le migliaia di cicloamatori saliti sui tornanti dello Stelvio, man mano hanno cominciato - a gruppi sempre più numerosi - a scendere in picchiata verso Bormio, col risultato che i 156 professionisti arrivati dopo Dumoulin a un certo punto si son trovati in traiettoria nugoli di turisti in sella, bambini compresi.

"Nel momento di attaccare ai meno 3 km dall'arrivo, dove le pendenze erano più accentuate, ho capito che eravamo tutti allo stesso livello".

Il quadro è questo: che l'olandese è più che mai in sella. Dopo una prima parte in leggera salita fino a Edolo, si scala il Mortirolo da Monno, versante sud. Le punzecchiate di Dumoulin, le risposte piccate. Roba da indigestione. Nibali & Quintana sanno bene cosa bisogna fare: ritmo alto fin dall'inizio e attacchi a ripetizione già sul Valparola. "Sei bravo, okay, ma prima di parlare devi tenere i piedi per terra, perchè tutto può ritornare, ecco". Gli ultimi trecento metri sono tortuosi: due curve secche a sinistra, una a destra e l'ultima ancora a sinistra prima del rettilineo di cento metri che porta al traguardo: Nibali esce dalla ruota di Mikel Landa negli ultimi metri e lo beffa per pochi centimetri. Dumoulin sembra insuperabile, Quintana e Nibali hanno le gambe solo per provarci. "Alle loro spalle chiudono Pinot e Pozzovivo, il francese guadagna così circa un minuto in classifica generale, portandosi a 1'36" su Dumoulin e soprattutto a 24" da Nibali. "Sono qui, tranquilli non mi staccate. anzi state attenti.". "Contenti loro, contenti tutti.".

"Meritano di perdere anche il podio", è arrivato a dire lo spavaldo olandese in maglia rosa. Dopo Gardena ecco il rapido e inedito passo Pinei che l'allenatore Guidolin, gran collezionista di salite, giudica osso duro: 5 chilometri velenosi con punte del 15%. "Le ho provate tutte, ma è stato inutile.". "Magari adesso mi massacreranno per queste dichiarazioni, ma io la penso così". Nella discesa il colombiano prova a rifare la differnza ma nulla.

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