Nibali: "Bellissima tappa, è stata una volata in ogni curva"

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Bergamo chiude la seconda settimana del Giro d'Italia del centenario con la vittoria in maglia bianca del lussemburghese Bob Jungels della Quick Step Floors e Tom Dumoulin per il sesto giorno consecutivo in maglia rosa. Una vittoria nel nome di Michele Scarponi: Vincenzo Nibali dedica idealmente il suo trionfo a Bormio allo sfortunato scalatore marchigiano, morto a seguito di un incidente stradale mentre si stava allenando a Filottrano.

A un minuto e mezzo circa da Nibali ecco alla spicciolata un gruppetto con - nell'ordine - Formolo, Mollema, Jungels, Yates, Pinot e Kruijswijk. Leggendo un pò di statistiche, è stato teatro nel 1953, dell'impresa di Fausto Coppi, che a trantaquattro anni strappò la maglia rosa a Koblet, di nazionalità svizzera.

Che resta saldamente sulle spalle di Tom Dumoulin, domenica maestro anche in fair-play. Si staccano, invece, tutti gli altri, compreso Thibaut Pinot. "Nell'economia dei trenta giorni può accadere di tutto". Percorso mosso e, nella prima parte, salite impegnative come Aprica e Passo del Tonale seguite dalla lunga discesa della Val di Sole. Giovedì il tappone dolomitico con cinque Gp tra cui Pordoi e Gardena. Senza dimenticare che le bici pesano meno di 7kg.

Avrebbe dovuto essere la passerella ideale per l'olandese, specialista nel tic tac.

Dumoulin vi ha accusati di non averlo aspettato...

Ultima stagione per il siciliano Paolo Tiralongo, bergamasco d'adozione, il quale porge i suoi calorosi saluti ai tifosi orobici: "Il mio obiettivo, inizialmente, era vincere; purtroppo sono caduto e punto ad arrivare a Milano". Un tempo non era così, il ciclismo era sport spietato che non prevedeva la sfortuna e anzi, la sfortuna andava attaccata e punita.

Dopo la tappa approdata a Bergamo, i corridori si sono allenati sulle nostre strade, soprattutto sui colli di Bergamo.

Davanti la maglia rosa fa un chiaro segno con la mano ai suoi compagni: "Rallentate". Sul traguardo Vincenzo è più veloce, vince in volata e riapre il Giro d'Italia. La sua è stata una prova d'autore. Ha duellato sulle discese solo con Mikel Landa della Sky. A spuntarla è proprio Nibali, grazie a una maggiore destrezza nell'affrontare le curve in discesa: Landa beffato e digiuno italiano concluso. Questa è la situazione al via della salita verso il Mortirolo (12,6 km al 7,6% con punta al 16%) coi fuggitivi che prima perdono e poi guadagnano secondi sulla seconda parte dell'ascesa.

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