La Juventus è nella leggenda: sesto scudetto consecutivo

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Il tempo di sognare è durato, si e no, una ventina di ore: Napoli e Roma che negli anticipi "balneari" del sabato, insediavano i bianconeri e riaprivano la lotta scudetto, serviva a fare il titolone. E se il 3 giugno la Juventus dovesse sollevare nel cielo di Cardiff la Champions League, non coronerebbe soltanto il sogno Triplete, ma raggiungerebbe anche la doppia cifra nei trofei messi in bacheca, entrando, di fatto, nell'elite degli allenatori della storia del nostro Paese.

Si pone il tema dello svecchiamento della squadra, ma Marotta ribadisce l'importanza di trovare nuovi talenti, mischiandoli con elementi esperti e abituati a certi livelli, citando da un lato Dybala e dall'altro Dani Alves.

Il motivo? Sempre lo stesso di cui si parlava a inizio stagione: nonostante l'acquisto di due mostri come Pjanić e Higuaín - migliori giocatori delle due rivali più credibili entro i patri confini - la Juventus 2016/2017 non ha mai avuto una rosa perfetta e ipercompleta come quella delle stagioni precedenti, specie a centrocampo. Finora ha perso qualcosa in brillantezza, mi auguro che sia sempre più competitivo e che noi si sia in alto. "Con i fatti ha dimostrato di essere un grande tecnico". E ancora: "Allegri è stato una componente importante nella vittoria dello scudetto, ma credo che tutte le componenti societarie abbiano dato un grande apporto". L'impresa di vincere nella stessa stagione campionato, coppa nazionale e Champions è riuscita una sola volta a una squadra italiana, all'Inter, nel 2010.

Eppure i bianconeri lo hanno fatto.

Sei titoli di Serie A di fila, dunque. "Abbiamo preparato la partita in due modi diversi: sia sulle ripartenze, sia, come è successo per buona parte della ripresa, sulla possibilità di giocare nella loro metà campo, cercando di impedirgli la costruzione da dietro". La Joya è fantasia e talento purissimo, ha rimpiazzato Pogba nel cuore dei tifosi, i top club lo corteggiano ma lui ha rinnovato con la Juve, per vincere in Italia e in Europa. Chi non rischia più è il Genoa, che ha battuto il Torino 2-1. Lo ha assicurato l'ad Beppe Marotta, a Radio Anch'io lo sport. Anche se saranno quei 90′ (e oltre) di Cardiff a decidere l'ultima parola. Nella ripresa invece arrivano le reti di Iemmello, Matri e Ionita.

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