Berardi al veleno: 'Juve? Imposizione, per l'Inter ho esultato. Sul futuro...'

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Domenico Berardi ha commentato la vittoria contro l'Inter e non si è tirato indietro nemmeno sui temi di mercato: "Sicuramente noi siamo in una condizione fisica ottimale, abbiamo preparato nel migliore dei modi, si è visto".

Poi il Nazionale classe '94 dichara la sua fede interista: "Sono nato con il cuore nerazzurro grazie a mio padre e mio fratello".

Inevitabile parlare del 'no' alla Juventus che ha ripiegato la scorsa estate sul croato Pjaca e ora ha preso il talento dell'Ascoli Orsolini, giocatori simili a Berardi. Leggo che mi seguono, nel loro progetto ci sono nuovi acquisti e possibilmente italiani, per forza se ne parla. Io so che la mia società mi deve dare degli obiettivi e deve sapere che deve lavorare con i giovani e non si può pensare di arrivare in Champions.

"Il no alla Juventus, in realtà, per come lo dissi io, non fu un no, ma piuttosto un sì al Sassuolo". Eravamo appena andati in Europa League: volevo giocarla con i compagni con cui me l'ero presa, volevo crescere un altro anno. E poi a me piace giocare e poco fare quello che mi dicono di fare. Mi avrebbe fatto bene tanta panchina, così giovane? Abbiamo comunque trovato un'Inter che ha lottato, che mi ha costretto a cambiare modulo, cose che faccio raramente. "Quella sera onestamente non pensai a lui, avevo fatto quattro gol al Milan". Era più forte di me, prendere botte mi mandava al manicomio.

Lo sa che lei un pochino assomiglia a Mertens? Non l'ho mai incrociato, ma non credo che se la sia presa. Con gli arbitri in campo riesco sì e no a parlarci, figuriamoci se accetterebbero un invito a cena da me. "E ci vorrebbe anche più dialogo, ma alla fine, soprattutto in un piccolo club, finiscono per parlare solo col capitano".

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