Obbligo vaccini a scuola, Lorenzin domani ne parlerà a Napoli

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L'ho mandato oggi al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e lo porterò domani in consiglio dei ministri. "Ovviamente non potrà essere approvato domani, perchè necessiterà di approfondimenti e di una discussione anche da parte del ministero dell'Istruzione, per valutare se i tempi sono veramente maturi per fare una legge che ci riporti in sicurezza".

"Ho immaginato questo decreto che pone l'obbligatorietà per l'accesso alla scuola dell'obbligo, con il ministero della Salute che ogni anno dà la lista di quelle che sono le vaccinazioni obbligatorie, superando anche la dicotomia tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate".

Palazzo Chigi ha precisato però che domani, 12 maggio, all'esame del Consiglio dei ministri non è previsto alcun testo di legge relativo ai vaccini.

Intanto il Miur, in una nota, ha fatto sapere che l'obbligo dei vaccini non deve andare contro il diritto all'istruzione.

Insomma, continua Lorenzin, "ci saranno aspetti che andranno verificati ma credo che i tempi siano maturi per un dibattito su un livello più alto rispetto a quello che abbiamo avuto fino a oggi".

Ed infatti, ad ottobre 2015, proprio la Lorenzin aveva assicurato che "nessuno aveva mai messo in dubbio la possibilità di far iscrivere a scuola bambini non vaccinati" aggiungendo anche: "Qualora si dovesse decidere una cosa del genere bisogna passare per il Parlamento".

Dal canto suo, il ministro Lorenzin ha specificato: "Ho inviato il testo sull'obbligatorieta' delle vaccinazioni a scuola a Palazzo Chigi per rispondere ad una emergenza".

Non solo, Beatrice Lorenzin anticipa persino "un ampliamento delle vaccinazioni obbligatorie".

L'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritto a scuola è decaduto in Italia nel lontano 1999, dopo che per oltre trent'anni, e cioè dal 1967, era stato invece indispensabile per l'iscrizione. Questo dato è particolarmente importante perché l'accumulo di suscettibili (persone non vaccinate) aumenta il rischio di casi sporadici sul nostro territorio, in presenza di malati o portatori provenienti da altri luoghi. Successivamente, anche il comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Toscana hanno varato un provvedimento che rende obbligatoria la vaccinazione dei bambini per l'iscrizione agli asili comunali e convenzionati. Un trend confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali a 36 mesi (relative ai bambini nati nell'anno 2012), che permettono di monitorare la quota di quei bambini, inadempienti alla rilevazione vaccinale dell'anno precedente, che sono stati recuperati. E poi ci sono Lazio (l'iter della legge e' partito gia' a gennaio) e Puglia che stanno pensando di seguire l'esempio. Dopo 18 anni, l'obiettivo è dunque quello di ripristinare l'obbligo delle vaccinazioni a tutela della salute della popolazione.

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