Legge elettorale, Di Maio, "Sinceramente aperti a confronto con Pd"

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Il M5S "è disposto ad aprire ad un dialogo nel luogo deputato, la commissione Affari costituzionale", affermano i deputati M5S, Danilo Toninelli e Andrea Cecconi.

La proposta avanzata è una "sintesi" tra la proposta di legge a prima firma Gian Mario Fragomeli del Pd e il Legalicum, ovvero l'Italicum rivisto dalla Consulta. Tutti quelli che si vogliono mettere in gioco, che hanno una storia personale, professionale di competenze ed energie, ci diano una mano, si facciano avanti. Una soluzione che naturalmente piacerebbe a Renzi, da sempre favorevole al "modello dei sindaci", e che naturalmente non piace affatto a Forza Italia né ai centristi di Alfano e agli altri piccoli partiti decisivi a Palazzo Madama.

In precedenza il partito di centrosinistra aveva rilanciato il Mattarellum, che però è stato bocciato dalla maggioranza dei gruppi parlamentari; poi ha espresso il sostegno a un proporzionale basato su collegi uninominali e con premio di maggioranza alla lista.

Dice Di Maio intervistato da Rtl che il dialogo col Pd bisogna tentarlo "per due ragioni: c'è stato l'appello di Mattarella che chiede di fare una legge elettorale in modo che ci sia una chiarezza sul risultato dopo le prossime elezioni e poi il Paese è in grave crisi e non possiamo permetterci nuove elezioni politiche in cui ancora una volta si partorisce un risultato incerto che porta ad eventuali inciuci ed eventuali grandi ammucchiate, per questo abbiamo fatto una proposta a Renzi e al Pd".

"Ieri sono andato in Veneto a salutare i nostri sindaci uscenti del M5s - ha aggiunto Di Maio - In questi 5 anni hanno governato provando a cambiare tantissime cose, il debito pubblico che gli avevano lasciato, ma lo hanno fatto sa soli, perché non avevano nessuna regione dalla loro parte, e non avevano ovviamente il governo dalla loro parte".

Per il dem Richetti, "se il vicepresidente della Camera Di Maio e il M5S fanno sul serio e sono pronti ad assumersi fino in fondo la responsabilità di una legge elettorale condivisa, allora è possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa". "L'importante è che l'impostazione, anche per liste, conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità come chiesto dal segretario Renzi", ha poi replicato Matteo Richetti. "Su questo siamo pronti ad un lavoro responsabile e proficuo", ha assicurato.

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