Primarie Pd. Stravince Renzi col 71.1%. Andrea Orlando 21.1%. Emiliano 7.8%

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LE PRIMARIE - Elettori del Partito Democratico al voto per eleggere il Segretario nazionale del partito e i rappresentanti dell'Emilia-Romagna nell'Assemblea Nazionale.

Un Pd a immagine e somiglianza di Matteo Renzi, con un peso elettorale ridotto e un'alleanza organica col berlusconismo, pone le condizioni perché anche in Italia nasca un'ampia area di sinistra alternativa, com'è stato prima nella Grecia di Syriza, quindi nell'Irlanda del Sinn Fein, nella Spagna di Podemos e ora nella Francia Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

Michele Castelnovo, coordinatore del comitato "Lecchesi con Andrea Orlando", alla vigilia delle primarie del PD fa leva sul tema chiave delle alleanze.

Sull'affluenza, il dato locale non si discosta da quello nazionale, facendo registrare un calo, per meglio dire un crollo, del 45% rispetto al 2013.

Il Pd si comprime e si asciuga ancora un po', ma ora è completamente nelle mani di Matteo Renzi. Gli sfidanti dell'ex Premier hanno preso rispettivamente il 21,1% (Andrea Orlando) e il 7,8% (Michele Emiliano). Alle prossime elezioni sarà alleato, sia pure non dichiarato, del diavolo in persona, Silvio Berlusconi, del quale del resto Renzi condivide in pieno il programma sociale, la visione d'Italia, la retorica ottimista e finanche la posizione sull'Europa. La mozione Renzi Martina surclassa le altre mozioni e restituisce un dato non certamente scontato dopo il risultato del 4 dicembre.

Orlando ha invece assicurato: "grazie a una battaglia che combatteremo con le idee, costruiremo un centrosinistra largo contro le destre".

"Al di là di chi risulti eletto è importante che il partito si rimetta a correre, anche a livello regionale - conclude Scattolin - per affrontare le importanti sfide che lo attendono sul territorio metropolitano e che hanno valenza che supera la dimensione localistica".

Al seggio Esquilino in via Galilei 690 votanti con 395 preferenze a Renzi (57,6%), 231 a Orlando (33,7%) e 60 voti a Emiliano (8,7%). Roseto raggiunge i mille votanti con un plebiscito per Renzi e a Giulianova l'elettorato democratico ha dimostrato di non risentire della scissione registrando circa 780 presenze ai gazebo.

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