A Ferrara, lo stipendio medio è pari a 1.316 euro

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Stando al dossier, il dominio settentrionale sulle retribuzioni si espande fino al 55° posto della classifica delle province con gli stipendi medi più elevati della Penisola, poiché la prima provincia del Mezzogiorno dove si guadagna di più è L'Aquila con 1.282 euro.

È la fotografia scattata dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro per il 2016 all'interno della seconda edizione del rapporto "Le dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane", presentato a Napoli durante la giornata di chiusura del 9° Congresso Nazionale di Categoria.

REGGIO EMILIA - E' il Settentrione l'Eldorado dei lavoratori italiani: con 1.476 euro mensili, infatti, Bolzano è la provincia che, oltre ad avere il tasso di disoccupazione più basso, detiene il primato delle buste paga più 'pesanti' fra i dipendenti. Dopo Bolzano, le province con gli stipendi mensili più elevati sono state quelle di Varese (1.471 euro) e Monza e Brianza (1.456 euro). La città dove si registra un numero maggiore di disoccupati è Reggio Calabria (solo 37 persone su 100 lavorano).

Arezzo infine è la provincia dove il lavoro fra uomini e donne risulta più "egualitario" seguita da Biella e dall'Ogliastra, in Sardegna.

Va malissimo ad Ascoli Piceno, che con 925 euro è maglia nera d'Italia.

Quanto allo squilibrio tra tasso d'occupazione maschile e femminile, quest'ultimo è strettamente correlato allo sbilanciamento nella suddivisione del carico familiare tra donne e uomini. Grandissimo il divario tra Nord e Sud L'osservatorio statistico dei consulenti del lavoro ha reso noti i dati sull'occupazione italiana. Nonostante la differenziata presenza sul territorio nazionale di strutture dedite ai servizi per l'infanzia, spesso non e' conveniente per le mamme lavorare, perche' il costo dei servizi sostitutivi per la cura dei bambini e per il lavoro domestico e' decisamente elevato. Bene anche in altre province del Centro-Nord: fra queste Bolzano (66,4% di occupate), Arezzo (64,4%) e Forlì-Cesena (63,3%). Il tasso d'occupazione femminile più alto si osserva nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne sono occupate (66,5%), mentre quello più basso si registra a Barletta-Andria-Trani dove lavorano meno di un quarto delle donne (24,1%). Nel Mezzogiorno la percentuale delle impiegate si assottiglia drasticamente, a Napoli è al 25,5%. Al primo posto si colloca Bologna, che cresce di una posizione rispetto al 2015 pur non primeggiando in nessuno dei 5 indicatori; segue Milano, che occupava la prima posizione nel 2015 e che presenta la quota piu' alta di occupati che esercitano professioni altamente qualificate.

Immigrati. Se a livello italiano gli stranieri sono il 10,2%, con un incremento tra il 2014 e il 2015 del 2%, in Trentino sono di di più: l'11% ma con una diminuzione rispetto al 2014 del 2,5.

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